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Danza con gli dei

Dopo aver rischiato di sparire definitivamente negli anni Settanta, l'arte sacra delle danzatrici cambogiane sta oggi risorgendo grazie all'impegno del governo e all'interesse dei turisti bramosi di cogliere messaggi e simboli racchiusi nei 4500 movimenti della danza Apsara, un rito che si protrae da millenni e costituisce il cuore della cultura Khmer.

Secondo la mitologia, le Apsara erano esseri soprannaturali che si presentavano ai mortali sotto le spoglie di fanciulle bellissime e danzavano dinanzi a loro per intrattenere gli dei e rendere omaggio agli eroi caduti in guerra. Alcune leggende le collocano sul medesimo piano delle muse greche, altre le ritengono perfide e pericolose come le sirene. Di fatto, essere un'Apsara oggi significa reincarnare lo spirito del periodo d'oro dell'impero Khmer.

"Quando compii nove anni, mia nonna mi portò a Palazzo per presentarmi alla Regina e divenni una delle danzatrici del Balletto Reale di Cambogia.", ricorda Sam Sathya, professoressa alla scuola di Belle Arti di Phnom Penh. "Durante il regime Khmer rosso, quando ero obbligata a lavorare nelle risaie, continuavo a ripetere di nascosto i movimenti delle coreografie. La danza mi ha salvata perchè speravo, più di ogni altra cosa, di vederla un giorno rivivere e non volevo sparire con lei". Nel 1975 gli artisti, specialmente quelli del Palazzo, furono le principali vittime della barbarie degli Khmer Rossi perchè ritenuti dai maoisti ultra-radicali il simbolo della regalità e del divino. Sembra che durante i quattro anni neri del regime autoritario il 90% degli artisti dell'antica corte reale fu giustiziato o decimato dalla carestia, riducendo quasi a zero, in una frazione di secolo, più di un millennio di ricercata delicatezza e spiritualità.

In Cambogia più che altrove la danza delle ballerine celesti è un'arte sacra che radica in secoli di storia imperiale. Elaborato e sensuale, il balletto Khmer costituiva nella sua forma originaria un omaggio rispettoso che il re, incarnazione di Shiva sulla terra, offriva agli dei e agli antenati. Dichiarata nel 2008 Patrimonio Immateriale dell'Umanità dall'UNESCO, la danza Khmer rappresenta un'eredità universale riverita dai cambogiani e un'arte la cui eleganza si accattiva l'ammirazione internazionale.

E lentamente ma inesorabilmente sta risorgendo dalle ceneri. La figlia maggiore del re Norodom Sihanouk, la principessa Bopha Devi, ha contribuito molto a questa rinascita. Ballerina rinomata e famosa, nel 1991 fu incaricata dal padre di ricostituire il Balletto Reale, che oggi vanta circa 200 Apsaras e garantisce un certo numero di esibizioni mensili, nazionali ed internazionale. "Se è vero che il balletto ha ritrovato la magnificenza del passato, è anche vero che la nostra arte resta fragile perchè siamo privi di fondi e di mezzi...", lamenta Proeung Chhieng. "La remunerazione degli artisti è irrisoria e i costumi diventano sempre più cari". I tessuti in velluto e seta costano tra i 700 e i 1400 euro e non possono essere utilizzati che una trentina di volte.

Oggi le danzatrici Apsara, approfittando del boom turistico nazionale, si esibiscono negli hotel prestigiosi del paese offrendo impressionanti spettacoli di luci e suoni. C'è chi ritiene che così perdano le loro anime, ma il prezzo da pagare per la sopravvivenza di questa danza millenario è alto e la sua popolarizzazione nulla toglie alla magia originaria. "Spero che la nostra arte, a lungo riservata esclusivamente all'élite, diventi più accessibile al popolo cambogiano..." si augura Proeung Chhieng. Le danzatrici Apsara, un tempo recluse e obbligate a esibirsi solo per gli dei e per il loro re, otterranno così la loro rivincita?