SCIENZA & AMBIENTE

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5 giugno 2012: la 40esima Giornata Mondiale dell'Ambiente

Il giorno 5 del mese di giugno si celebra il Wed (World Enviroment Day) 2012: la Giornata Mondiale dell’Ambiente. In attesa della Conferenza Rio+20 delle Nazioni Unite sullo Sviluppo sostenibile – che si terrà tra due settimane in Brasile – il tema pubblico che introdurrà migliaia di manifestazioni in tutto il mondo sarà incentrato sul grado di “consapevolezza” che abbiamo noi tutti riguardo la crisi ambientale e i comportamenti quotidiani da adottare per fronteggiarla.

Dall’inquinamento dell’aria, delle acque e dei suoli al cambiamento climatico, dagli squilibri consumistici delle regioni più ricche al possibile accesso all’energia rinnovabile per i paesi poveri, i cittadini del pianeta sono invitati a prendere coscienza dei temi ambientali e a misurare il grado di “sostenibilità” del loro stile di vita, in vista dei cambiamenti necessari da adottare per la svolta ambientalista che dovrà salvare il mondo dal progressivo degrado dell'ambiente naturale.

E’ in gioco il “diritto delle future generazioni” a non dover sopportare i guasti e gli sconvolgimenti causati, almeno negli ultimi due secoli, da uno sviluppo economico dai ritmi insensati, che ha letteralmente saccheggiato le risorse materiali e sociali del “pianeta blu”.

La crisi economica e sociale che stiamo attraversando è figlia diretta di quella “visione del mondo” rappresentata da una malsana e irresponsabile idea di “progresso”, inteso come sviluppo illimitato a danno di un pianeta dalle tante ma pur sempre limitate risorse materiali e umane.

La “green economy” centrata sullo sviluppo sostenibile – o la sua variante più radicale, la “blue economy”, fondata sull’imitazione dei processi produttivi naturali – potranno fermare la folle corsa che l’umanità ha intrapreso da tempo, preoccupandosi più del benessere individuale e materiale che di quello collettivo, legato alla “qualità della vita” individuale e sociale?

Quest’ultima condizione non può essere misurata soltanto dal Pil (Prodotto interno lordo) e dagli indicatori economico-finanziari del benessere, ma va ricercata nella qualità delle “relazioni” umane e sociali, che si instaurano e si stabilizzano nel tempo in un’organizzazione della vita quotidiana basata sulla solidarietà economica, politica e sociale tra le collettività presenti nelle varie regioni del mondo e su uno stile di vita più sobrio e rispettoso dell’ambiente naturale.