SCIENZA & AMBIENTE

Newswiki

Newswiki è un portale di news fatto da aspiranti giornalisti, blogger e gente comune: gente che ha qualcosa di interessante da dire. E' un punto d'incontro di punti di vista diversi, un modo per esprimere le proprie idee e condividerle con gli altri.

Homo Sapiens 2.0: i nativi digitali e la cultura del futuro

E’ meglio farsene una ragione e cercare di capire il fenomeno. Una nuova fase dell’evoluzione della specie umana sta caratterizzando da diversi decenni la vita e la cultura sul pianeta Terra: è l’Homo Sapiens 2.0. Si tratta di “una specie in via di apparizione” –  come l’ha definita lo studioso Paolo Ferri, nel suo libro Nativi digitali (Ed. Bruno Mondadori) – parlando delle generazioni nate nella cultura digitale.
A differenza di noi immigranti digitali, che cerchiamo con fatica di adeguare la cultura di Gutenberg a quella dominata da Internet, la comunicazione dei nativi digitali è improntata alla produzione e condivisione delle forme e dei contenuti culturali, in un’interazione continua realizzata attraverso le “protesi tecnologiche” – iPad, Smartphone, Tablet – che usano fin dalla più tenera età.

Sembrano passati dei secoli – e forse, nella dimensione spazio-temporale dominata dalla tecnologia contemporanea, è proprio così – da quando a metà degli anni Novanta del secolo scorso Nicholas Negroponte, nel suo libro Beeing Digital (Essere digitali), ci annunciava l’alba di un nuovo mondo, dominato dall’informazione digitale.

Dalla possibilità/capacità “sincronica” di comunicare e scambiarsi informazioni alla presenza di “microchip” nei più svariati oggetti usati nella vita quotidiana delle persone – dai giocattoli ai computer palmari, fino alla comunicazione “wireless”, senza fili – la produzione e lo scambio dei prodotti culturali sarebbe cambiata per sempre.

Ma se è vero – come ci avvertiva il sociologo della comunicazione Marshall McLuhan – che “il mezzo è il messaggio”, allora è cambiata anche la nostra vita, la formazione e l’interiorizzazione della nostra identità, perché ciò che facciamo e quello che siamo assumono significati del tutto diversi a seconda dei “mezzi” che usiamo per realizzare la nostra vita individuale e sociale.

La comunicazione interattiva effettuata in “tempo reale” e l’uso dei Media digitali – dai blog ai social network come Facebook e Twitter – permette ai nativi digitali di vivere continuamente “connessi” alla Rete Telematica Globale.

E’ un mutamento epocale che cambia l’essere umano non soltanto nel suo agire nella società, ma anche nella visione del suo essere al mondo.

I pericoli nascosti in questo mutamento sociale e culturale della specie umana, che alcuni studiosi di scienze umane hanno tematizzato nei loro studi più recenti, sono costituiti soprattutto dai possibili processi di “de-realizzazione” e “de-socializzazione”, causati dall’uso esasperato e generalizzato dei mezzi tecnologici nella “digitalizzazione” della vita quotidiana.

La vita e la cultura attuale, e ancora di più quella che realizzeremo nel prossimo futuro, ci permetterà di conoscere una “quantità” enorme di oggetti e persone per via “virtuale”, con una perdita di “qualità” nella conoscenza del mondo “reale” da non sottovalutare.

Ci piaccia o meno il futuro digitale dell’umanità, le trasformazioni di cui abbiamo parlato sono in atto e avranno effetti irreversibili sul pensiero e la vita degli esseri umani.

All’insegna di una “cultura dell’innovazione” responsabile e critica, è importante comprendere bene, quindi, ciò che sta accadendo agli uomini e al mondo, per cercare – nei modi e nelle forme in cui è possibile – di governare il cambiamento e indirizzarlo verso finalità rispettose della “natura” più profonda dell’uomo e dell’ambiente naturale nel quale si rappresenterà la sua esistenza futura.