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Il Titanic e lo strano caso dell'iceberg

I musicisti che fino alla fine suonarono, il capitano che non volle abbandonare la propria nave, chi decise di non indossare il giubbotto salvagente perché voleva morire come un gentiluomo e restare con gli abiti della sera. Le porcellane preziose che facevano parte dei vari servizi di piatti, i dipinti, tutto nel fondo del mare, giace silenziosamente a circa 3878 mt di profondità, su di un fondale fangoso da cent’anni esatti.

 

Tante le celebrazioni per ricordare lo sfortunato incidente occorso all’inaffondabile, nel viaggio inaugurale da Southampton a New YorkSecondo di un trio di transatlantici, il Titanic, assieme alle sue due navi gemelle Olympic e Britannic, fu progettato per offrire un collegamento settimanale di linea con l'America e garantire il dominio delle rotte oceaniche alla White Star Line.

Costruito presso i cantieri Harland and Wolff di Belfast, il Titanic rappresentava la massima espressione della tecnologia navale ed era il più grande e lussuoso transatlantico del mondo.

Il Titanic, come le navi gemelle, era stato progettato per competere con il Lusitania e il Mauretania (transatlantici della compagnia rivale Cunard Line), che erano all'epoca le navi più lussuose, veloci e imponenti impegnate sulle rotte transatlantiche.

La nave partì per il suo primo e unico viaggio il 10 aprile 1912 da Southampton (Regno Unito) verso New York, comandata dal capitano Edward John Smith. Per lui, il viaggio del nuovo transatlantico costituiva l'ultimo comando prima del pensionamento, e rappresentava il coronamento di una lunga e brillante carriera durata oltre 40 anni.

Inizia così il viaggio che porterà alla morte ben 1571 persone.

Dopo quattro giorni di navigazione, era il 14 aprile, arrivò dal vapore Baltic un messaggio che segnalava la presenza di ghiaccio sulla rotta del Titanic. Tale notizia non creò l’allarme necessario,essendoci una buona visibilità, anzi, i motori vennero portati alla massima potenza. L’eventualità di incontrare ghiacci era del tutto naturale nella zona.

Diverse navi segnalarono la presenza di iceberg, ma questi messaggi non giunsero mai a chi di dovere.

Infatti, alle 23:35, ora locale sulla nave, le due vedette di guardia, avvistarono un iceberg proprio di fronte la nave. Dopo l'avvistamento, una delle vedette suonò tre volte la campana e telefonò al ponte di comando. Il timoniere virò immediatamente a sinistra ordinando di mettere le macchine "indietro tutta", ma la nave viaggiava alla velocità di circa 22,5 nodi e non riuscì a rallentare nel tempo necessario ad evitare l'impatto, in virtù dell'abbrivo del transatlantico.

La collisione non fu avvertita in maniera significativa dai passeggeri e solo chi si trovava sul ponte si accorse della presenza dell'iceberg, pur senza rendersi conto della gravità dell'evento. Inizia così l’affondamento impiegandovi circa due ore.

Le scialuppe insufficienti, la scarsa informazione sulla gravità di quanto stava accadendo non aiutò di certo a trarre in salvo più persone possibili.

La nave si spezzò in due, inabissandosi nel suo unico e ultimo viaggio. Molte, troppe leggerezze causarono questo incidente, ma ormai dopo cent’anni ed innumerevoli studi su come una inaffondabile sia affondata, cercare di attribuire la colpa a qualcuno risulta essere superflua, perché tanto non riporterà in vita chi quel giorno la perse.

Ci piace immaginare quei musicisti che sino alla fine hanno continuato ad allietare quei brevi momenti con le note della loro musica, cercando, chissà, di non pensare che la loro fine stava giungendo.