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Sex and the City. Un'interessante analisi di uno degli show più popolari degli ultimi tempi

“Once upon a time…”

Non è un caso che Carrie Bradshaw, la protagonista di Sex and the City, nonché la sua voce narrante, inizi tutti i suoi articoli con il classico incipit delle favole.

Susanna Mati, nel suo libro "Sex and the City: lafavola della donna single. Un contributo al post-femminismo" (edito da Moretti & Vitali),  vuole sottolineare proprio questo: Sex and the City è una favola. Una favola moderna, certo, al passo coi tempi, ma pur sempre una favola.

E come ogni favola che si rispetti ha una ambientazione: un’isola. Manhattan, New York City. Le eroine sono 4 ragazze appartenenti alla cosiddetta WASP-Class (white-anglo-saxon-protestant).

Ora che abbiamo l’ambientazione e le protagoniste non ci resta che definire il contenuto della storia: cosa racconta la favola?

La favola racconta di una ricerca amorosa. E siamo arrivati ad un’altra caratterizzazione della fiaba: non stiamo parlando di una storia di avventura, di fantascienza, ma di una storia romantica.

L’elemento fondamentale individuato dalla Mati in SATC è il suo essere una romantic quest, una ricerca, un viaggio verso una meta, il raggiungimento della quale, viene rimandato all’infinito, come in ogni storia d’amore che si rispetti.

D’altronde è anche questo uno degli elementi di successo della serie (o dei romanzi e film romantici in generale): il tira e molla di Carrie e il suo amato-irraggiungibile big inizia sin dalla prima puntata, ma lo scapolone d’oro capitolerà solo dopo ben 6 stagioni.

sex & the city

Tra riferimenti a Platone, riflessioni su temi quali il matrimonio, l’amore, l’amicizia e la domanda di fondo se e in che modo SATC può essere considerato uno show (post)femminista, l’autrice Susanna Mati svolge un’analisi accurata e per nulla banale di una delle serie più popolari di tutti i tempi, troppo spesso criticata in maniera sbrigativa o osannata per motivi sbagliati.