CRONACA

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La crisi e lo stipendio di Celentano

In tempo di crisi, morigeratezza e controlli fiscali, qualsiasi compenso milionario salta all’occhio dell’opinione pubblica generando una catena di polemiche e successive giustificazioni.

Stiamo parlando della querelle sul compenso che Adriano Celentano percepirà per la sua partecipazione al Festival di Sanremo. Si parla di 350 mila euro per una serata o 700 mila per due, rimangono a sua discrezione quando partecipare alla kermesse musicale e in che modalità. Dopo una settimana di polemiche e di sdegno verso la cifra esorbitante, oggi in conferenza stampa il direttore di Raiuno Mauro Mazza ha precisato che i soldi andranno tutti in beneficenza e che oltretutto Celentano provvederà personalmente al pagamento delle tasse relative al compenso e alle spese di vitto e alloggio nella ricca cittadina della riviera ligure. Sembra che come tutti gli anni, il Festival di Sanremo non possa campare solo di musica, ma abbia bisogno di polemiche e critiche come linfa vitale per continuare ad esistere. L’anno scorso è toccato alla presunta competizione tra le due prime donne, Belen Rodriguez e Elisabetta Canalis, che ha riempito le pagine dei giornali e portato il successo al Festival di Morandi. Quest’anno, tra controlli della Guardia di Finanza, la caccia alla streghe verso gli evasori fiscali, l’attacco agli stipendi della casta, l’attenzione non poteva che calare sui compensi dell’ospite d’onore di quest’anno. Non che gli anni passati non ci siano stati, ma quest’anno sono diventati particolarmente di attualità: in un periodo in cui tutti sono costretti a tirare la cinghia, pagare 350 mila euro per una serata in televisione (seppur si tratti di Adriano Celentano) fa scaldare le famiglie italiane. Soprattutto se ogni volta che si accende la televisione ci ricordano che pagare la Rai è un tributo. L’associazione che i soldi che noi versiamo per il canone vadano nelle tasche di Celentano (ops, in beneficenza) è immediata.